Arrivo al Mar Morto

23 settembre

Martedì mattina. Un giro veloce nel business center di Tel Aviv dove ha sede la borsa e l'Israel Diamond Museum (Museo Israeliano dei Diamanti). Si tratta di una zona molto moderna che mi ha ricordato i grandi grattacieli di New York e dove, perfino l'esigentissimo Donald Trump ha deciso di investire costruendo un grattacielo di 70 piani. Comunque, la giornata non era dedicata alla visita della zona d'affari ma allo spostamento verso il mar morto che dista da Tel Aviv circa 2 ore. Per spostarvi potete utilizzare vari mezzi, io ho scelto di prendere un pullman, un ottimo modo per stare a contatto con i locali e spendere poco, se preferite potete prendere un taxi ma il prezzo è decisamente maggiore. Il viaggio si è svolto in due tempi, fino a Gerusalemme dove ho aspettato circa due ore prima di riprendere il pullman per Kalia (località del mar morto).

Con il senno di poi sarebbe stato decisamente più saggio noleggiare una macchina a Tel Aviv in quanto per un viaggio di due ore alla fine ne ho impiegate quasi cinque... e non è finita. Una volta arrivata al "Kibbutz Kalia" (dove ho dormito per due notti) mi hanno informata che la spiaggia stava per chiudere e che, per il giorno successivo non era previsto nessun trasporto verso il mare! E tenete conto che mi trovavo in mezzo al nulla... deserto, deserto e ancora deserto! Non avendo proprio niente da fare in quanto anche la piscina del kibbutz stava per chiudere (e non erano neanche le 18), sono andata al supermercato per poi passare la serata nel giardino davanti alla mia stanza in compagnia dei gatti e del mio libro, "La custode di mia sorella" di Jodi Picoult. Imparate dagli errori altrui e affittate una macchina!