Gerusalemme

25 settembre

Giovedì mattina mi sono spostata verso Gerusalemme e ancora una volta in pullman, che tra l'altro era molto in ritardo, però alla fine alla mia destinazione ci sono arrivata. Il tragitto è stato molto interessante, paesaggi bellissimi, deserto, palme, qualche cammello e ogni tanto qualcuno che aspettava il pullman nelle varie fermate lungo la strada. Che dire di Gerusalemme? Una città molto grande e anche molto caotica. Appena sono scesa dal pullman mi sono fatta accompagnare da un taxi in albergo, il che si è dimostrato più difficile del previsto. L'albergo che ho scelto era situato nella città vecchia dove l'accesso ai veicoli è proibito cosi ho dovuto fare una passeggiata con le valigie in mano. Finalmente una volta trovato l'albergo (situato nella zona musulmana), lascio i bagagli per poi proseguire verso la mia prima meta: la Via Dolorosa o Via Crucis che ha una pagina dedicata.

Prima della veloce pausa pranzo, mi sono fermata per caso davanti alla chiesa che poi ho scoperto essere di Sant'Anna. Inizialmente è facilmente confondibile con un sito archeologico e secondo la tradizione era il luogo in cui sorgeva la casa di Gioacchino e Anna, i genitori della vergine Maria (il cui luogo di nascita non è molto distante), mentre accanto alla chiesa vi sono le rovine che circondano la vasca di Betesda, citata nelle sacre scritture. La chiesa è gestita dai Missionari d'Africa che si occupano della formazione del clero melkita. Si tratta di una chiesa di valore architettonico che possiede una bellissima acustica che induce molti pellegrini cristiani a intonare dei canti a cui ho assistito.

Dopo pranzo, alle 15 in punto, era la volta di una visita guidata nelle gallerie del muro del pianto (se siete interessati ricordatevi di prenotare online perché è l'unico modo). La visita per me è stata l'esperienza più interessante di tutta Gerusalemme! Svoltasi in inglese- americano con una simpatica e coinvolgente guida più un piccolo gruppo di turisti. Siamo stati coinvolti in una interessantissima lezione di storia e in particolare sul secondo tempio e visto che mi è piaciuta talmente tanto vi faccio una breve sintesi. Prima di tutto il muro del pianto in realtà è chiamato Muro Occidentale e rappresenta il più importante santuario religioso del popolo ebraico. Realizzato 2000 anni fa, inizialmente era un muro di contenimento che sorreggeva ciò che era rimasto del Secondo Tempio. Nel 70 d.C. quando gli ebrei vennero mandati in esilio, si perse l'esatta posizione del tempio. Una volta tornati a Gerusalemme, evitarono l'area della spianata temendo di calpestare la zona alla quale potevano accedere solo i grandi sacerdoti, considerata la più sacra. Così iniziarono a raccogliersi in preghiera su un muro esterno, che, secondo i testi rabbinici, non veniva mai abbandonato dalla presenza divina. In questo modo, il Muro Occidentale divenne il luogo più sacro.

La cosa che mi ha un po' sorpreso è la seguente: l'uscita dalle gallerie si trova nel quartiere musulmano, all'inizio della Via Crucis, e questa è stata la ragione per la quale il nostro gruppo è stato scortato da militari fino al punto di partenza, ossia fino al muro del pianto. Al primo impatto la presenza di tanti militari può impaurire, ad essere sincera non ero preparata ma poi dopo qualche ora ci si abitua a tutto compreso vedere i civili che portano le pistole a posto del telefonino. Naturalmente è presente nella città oltre ai militari tanta polizia che effettua controlli continuamente.

Comunque, tornando al discorso di prima, siamo stati scortati fino al muro del pianto. Il muro è diviso in due parti, una parte femminile (più piccola ma affollata) e una parte maschile dove si può accedere soltanto con la papalina, se non ne avete una non vi preoccupate perché all'ingresso distribuiscono quelle di carta per i turisti. A me è piaciuto davvero tanto anche se non sono ebrea ma c'è qualcosa, è un'atmosfera particolare, un'intensità spirituale... mi piacerebbe tornarci. Il resto del pomeriggio era senza un piano definito così sono andata in giro per i vari quartieri senza una meta precisa perché a volte è bello esplorare luoghi nuovi anche in questo modo. Finita la passeggiata sono tornata in albergo a vedere la mia stanza. L'albergo in realtà era un ostello e si chiama "Hashimi", ha un terrazzo davvero splendido e una bella hall però non mi sono trovata bene, quindi non ci tornerei anche se, come ho scritto prima era carino (il bagno però era disastroso).

La meta che ho scelto per cena era un ristorante armeno "Armenian Tavern" e sono sicura che potreste rimanere senza fiato perché l'interno è più che bello, sembra di tornare indietro di secoli, ma da mangiare non era niente di particolare, comunque niente a che vedere con l'alta cucina di Tel Aviv. Dopo cena, per caso, ho deciso di aggregarmi a un gruppo di turisti e vedere dove finivo. Il risultato: una fantastica passeggiata sui tetti (anche se non si ha la sensazione di stare sui tetti) da dove si vede la Città Vecchia illuminata dalla luna!