Tel Aviv al ritorno

27 settembre

Sabato mattina. Ho dormito davvero poco ma mi dispiaceva rimanere a letto dato che era il mio ultimo giorno, così poco prima delle 9 ero già in piedi e con una grande fame. Scendo per fare colazione, oramai ero fra gli ultimi, e mi godo il tè caldo accompagnato dal pane tostato e dalla marmellata di fragole. Mentre mangio arriva il ragazzo del turno di notte e facciamo due chiacchiere, dopo mi porta anche un cioccolatino per farmi recuperare le energie. La maggior parte di persone che ho incontrato durante questo viaggio erano così, semplicemente adorabili. Ancora addormentata nonostante la colazione mi avvio verso la spiaggia e non vedo l'ora di godermela per un'ultima volta quando... comincia a piovere forte... ed era il giorno peggiore per la pioggia in quanto era Shabbat e a parte andare sulla spiaggia non c'era niente di interessante da fare. Non avendo altra scelta mi infilo in un bellissimo bar di fronte alla spiaggia e ordino il mio solito caffè espresso doppio. Il servizio, come in tutti gli altri posti di Tel Aviv è impeccabile, mi portano il caffè in un bicchiere di vetro e anche un bicchiere di acqua. Rimango lì seduta per una mezz'ora godendomi la musica brasiliana quando finalmente spunta di nuovo fuori il sole e allora via dal bar di corsa! Naturalmente do il tempo alla sabbia di asciugarsi e prima di sdraiarmi sulla spiaggia faccio una passeggiata.

Appena mi sdraio sulla spiaggia mi rendo conto che ho fame e allora vado al bar e ordino una deliziosa centrifuga di carote e un gigantesco panino che basterebbe per due persone. L'aria che si respira è quella tipica del sabato israeliano, grande calma e così decido di prendere il sole e di godermi tutto quello che mi offre la giornata comprese le onde alte del mare che mi hanno fatta sentire come se fossi dentro un frullatore! Rimango sulla spiaggia fino alle 5 circa e non di certo in formissima, quando decido che è arrivata l'ora di andare via. Arrivo in albergo, sento i miei amici, perché bisogna organizzare la serata e mi ritiro in camera. Qualche ora più tardi e un po' più in forma lascio l'albergo per andare a cena nel mio posto preferito "Hashdera 34". Lì comincio la cena con un sublime antipasto mediterraneo a base di melanzane grigliate e il pane israeliano caldo, dopo di che mi mangio una fetta di pesce accompagnata dall'insalata e dal riso basmati condito con un'ottima salsa di ceci e da bere prendo la mia solita limonata. Dopo cena faccio un pezzo di strada a piedi prima di fermare un taxi e mi faccio portare nel lussuoso Rothschild Boulevard dove mi devo trovare con gli amici. Il ritardo dei miei amici questa volta è ancora più grande e così resto davanti al luogo di ritrovo, insieme ad una gigantesca mucca argentina come mascotte, per ben mezz'ora. Alla fine arrivano gli sposi novelli con la famiglia di lui ed un amico.

La serata è all'insegna del buon umore e dell'allegria, il tutto accompagnato da tante chiacchiere tra un boccone e l'altro di bistecche argentine (io non ho mangiato perché probabilmente sarei scoppiata). La serata si conclude dopo mezzanotte quando decidiamo tutti di andare a dormire, il giorno dopo alcuni lavoravano e altri, come me avevano un aereo da prendere. A malincuore saluto tutti e un taxi mi porta in albergo per la mia ultima notte israeliana.