Tel Aviv

26 settembre

La mattinata, trascorsa a Gerusalemme, è iniziata con una deliziosa colazione italiana, un ottimo cappuccino e un cornetto. La cosa strana di tutta Israele è che la colazione si fa intorno alle 11 di mattina, invece erano le 9 quando ho ordinato il cappuccino... non c'è bisogno di sottolineare che il bar era completamente deserto e anche la città sembrava ancora nel mondo dei sogni! Una volta finita la colazione il piano era di andare a fare la fila per il monte del tempio ma una brutta sorpresa era dietro l'angolo in quanto era venerdì ed era tutto chiuso. Il piano "B" prevedeva, a questo punto, una visita alla moschea ma essendo il mese del ramadan, le moschee erano chiuse per i turisti e quindi via con il piano "C" girare senza meta ma tenere ben presente l'obiettivo finale: shopping! Però la giornata non sembrava molto fortunata in quanto non c'era niente da comprare come souvenir a parte le magliette con le scritte varie. Che dire? Alla fine mi sono accontentata della maglietta! Passate un paio di ore non sapevo più cosa fare così ho deciso di rifare il giro sui tetti di giorno e indovinate chi ho incontrato? Un bellissimo asino che gironzolava sopra i tetti di Gerusalemme... naturalmente non potevo non scattare una foto.

Finito il giro sui tetti, è iniziata una leggere pioggia e lì ho capito che la visita era conclusa così sono passata in albergo (che era praticamente vuoto in quanto era l'ora della preghiera) a prendere i bagagli e via di nuovo verso Tel Aviv! E dato che la mattinata è stata un po' fiacca mentre ero sul pullman (per Tel Aviv passano ogni 15 minuti) ho deciso di consultare la mia guida e di cercare un posto dove andare a mangiare appena arrivata; in qualche modo mi dovevo consolare per lo shopping fallito, no?! Il posto che ho scelto è dentro un mercato, non di certo bellissimo ma da mangiare era molto buono... sulla guida c'era scritto che facevano i migliori falafel della città. Effettivamente erano ottimi e siccome era venerdì e si stava avvicinando lo Shabbat mi hanno dato tutti i falafel che erano avanzati, è una cosa che capita spesso anche al mercato cioè i commercianti sono ansiosi di andare a casa e a volte addirittura regalano il cibo. Finito il pranzo sotto un sole che picchiava ho preso il taxi al volo per tornare in albergo. E sapete che vi dico? Mi sono mancati i ragazzi dell'albergo! Se per caso un giorno ci volete andare l'albergo si chiama "Ami" ed è un po' eccentrico e situato in mezzo agli alberghi di lusso, non costa molto e io mi sono trovata davvero benissimo (l'arredamento non è bello). Comunque, ho lasciato i bagagli in camera, velocemente ho messo il costume e via sulla spiaggia per godermi un'oretta di sole!

Le onde quel pomeriggio erano davvero alte, così dopo un po' ho preferito rimanere sulla spiaggia che si riempiva sempre di più, la palestra sulla spiaggia era piena, un sacco di ragazzi faceva jogging e i bar pian piano si stavano riempiendo per l'ora dell'aperitivo. Potevo mancare? Assolutamente no e così mi sono seduta al bar infilandomi i piedi nella sabbia dorata e ho ordinato un caffè doppio accompagnato da una gigantesca fetta calda di apple pie con una pallina di gelato alla vaniglia! L'ho so qualche pagina indietro ho scritto che non posso mangiare dolci a causa dei latticini ma, siate sinceri, esiste un modo migliore per migliorare ancora di più la giornata e prepararsi per una notte di follie? Nooooo!

E allora via di nuovo in albergo per sentire i miei amici israeliani e organizzare la serata. La serata naturalmente è iniziata tardi così ho avuto tutto il tempo per rilassarmi in camera, per guardare un po' di televisione e infine per prepararmi... ed era tutto così bello, la mia modesta camera, la vista su un bel palazzo di fronte, il vento caldo estivo... ma il tutto accompagnato dalla consapevolezza che ero alla fine del mio viaggio e che da lì a poco mi sarei imbarcata di nuovo su un aereo che mi avrebbe riportata a casa. Comunque ho deciso di non dare spazio ai miei pensieri nostalgici e di divertirmi in questa piccola New York... quindi prontissima per la notte di follie scendo nella hall dell'albergo e trovo già il tassista ad aspettarmi. Muoversi a Tel Aviv è davvero comodo con il taxi, non c'è proprio bisogno di possedere una macchina, velocemente e con pochi soldi si arriva dappertutto! E allora, un po' alla Carrie Bradshaw (quella di Sex & the City per intenderci), mi infilo nel taxi e raggiungo il luogo di ritrovo ma i miei amici non si vedono e allora penso che forse ho sbagliato il posto e aspetto. Finalmente circa 20 minuti più tardi li vedo arrivare tutti con grande calma ed entriamo. La discoteca scelta si chiama "Ganna" e si trova all'interno di un centro commerciale, strano, vero? La sicurezza è elevata, il che secondo me è solo un bene! Mi hanno (e non solo a me) controllato la borsa, ho dovuto esibire il documento, sono stata perquisita... infine ci siamo avviati verso la discoteca, un po' nascosta... dopo mi hanno spiegato che quasi tutti i luoghi di divertimento si trovano nascosti (alcuni anche nei sotterranei) per la sicurezza. Il locale era decisamente pieno e si faceva fatica a trovare un posto per ballare, alla fine ci siamo accontentati di uno spazio molto mini. La cosa che mi ha davvero sorpreso è stata la scelta musicale... alcune canzoni erano davvero vecchie ma belle. Tutta la sera il dee-jay alternava le hit del momento con quelle del passato mettendoci in mezzo anche la musica israeliana! Io ero un po' stanca a causa della lunga giornata, ma del resto tutte le mie giornate in Israele erano così, però, nonostante la stanchezza mi sono divertita davvero tanto.

Dopo un po', affumicati per bene dalle sigarette nonostante il divieto di fumo, abbiamo deciso di cambiare posto e così abbiamo fatto una passeggiata nel cuore della notte (di cui alla fine mi sono pentita a causa dei tacchi alti) fino ad un locale che si trova all'interno di un sotterraneo di cui non ricordo più il nome. Con questo locale è finita anche la mia notte israeliana e in pochi minuti ero rientrata in albergo che era pieno di nuovi arrivati e probabilmente a causa degli orari di voli un po' strani, tutti i voli provenienti dall'Europa arrivano intorno alle 3 del mattino e così l'atmosfera che si respirava era più mattiniera che notturna. Ho augurato la buona notte al ragazzo del turno di notte e di corsa in camera. Una volta arrivata in camera mi sono ricordata di non aver spento l'aria condizionata così mi è sembrato di entrare dentro un freezer, ma quando si è stanchi poco importa se si è dentro un freezer oppure ai tropici e così sono crollata!